L’arte dell’insegnamento dovrebbe essere coltivata, allenata e costantemente migliorata da parte di tutti gli istruttori.

E’ importante abituarsi progressivamente ad insegnare preparando nei minimi particolari le proprie lezioni fino ad arrivare al punto di saper impostare una intera lezione improvvisando. Per improvvisazione intendo la capacità di attingere dal proprio background gli elementi efficaci per una lezione sul momento. Non confondete l’improvvisazione con la superficialità, mancanza di esperienza o competenza. L’improvvisazione è un’arte anche nella recitazione, nel canto, nella danza, nella musica e in molte altre discipline dove viene ritenuta un’ottima ed utile capacità.

Una volta che l’arte dell’insegnamento sarà ben appresa ci permetterà di essere più sicuri di avvicinarci e lavorare al meglio con i clienti, di interagire con il gruppo, motivare, effettuare correzioni, modificare gli esercizi proposti senza difficoltà in caso di necessità, comunicare individualmente consigli e suggerimenti senza imbarazzo, risolvere problemi ecc.

Quando si è in grado di gestire nel contempo la comunicazione, i movimenti del proprio corpo e la strumentazione disponibile, senza pensare a “come” e a “cosa” bisogna fare, si è raggiunta la consapevolezza e la padronanza per un’ottimale conduzione della lezione.

Altro aspetto, a mio avviso molto importante, è che l’insegnante\ istruttore deve distinguere bene il suo ruolo da quello di un semplice praticante. Esso può esercitare una grande influenza sui propri allievi attraverso le proprie idee, la cultura, i movimenti ed il modo di essere e insegnare. Non è necessario conoscere tutto lo scibile di una materia per insegnarla; è già molto essere coerenti.

La relazione col cliente

Oltre ad avere una buona padronanza tecnica, un buon istruttore deve avere anche conoscenze di tipo psicologico per poter svolgere al meglio il proprio lavoro. Prendiamo in esame il momento dell’incontro ipotetico tra istruttore e cliente. Queste due persone, nel momento della presentazione, entrano in contatto psicologico tra loro. Da un lato c’è l’istruttore che, trovandosi in un ambiente a lui familiare e in una situazione usuale, è in uno stato di congruenza e nella relazione con il cliente si sente sereno. Il nuovo cliente, al contrario, non è in un ambiente conosciuto e si trova perciò in uno stato di incongruenza e vulnerabilità. Spesso, infatti, troviamo ragazze\ i giovani che tendono a iscriversi e ad iniziare l’attività sportiva in coppia, allo scopo di rassicurarsi a vicenda e avere al proprio fianco una persona conosciuta.

L’istruttore dovrà cercare di entrare in empatia con il cliente, sentendo nei limiti del possibile il mondo dell’altro come se fosse il suo, proponendosi come sostegno e punto di riferimento.

La prima impressione che si crea all’inizio dell’interazione fra due persone è persistente ed influenza i comportamenti e le decisioni successive.

Alcune problematiche

Quali problematiche devono affrontare le due parti? Dal punto di vista dell’istruttore le difficoltà essenziali riguardano la scarsità di informazioni fornite dal cliente. Spesso, infatti, il cliente sente la richiesta di informazioni sul proprio fisico o sulle proprie abitudini di vita, come un’intrusione o l’inizio di un eventuale giudizio negativo. Per alcune persone, fornire informazioni su se stessi può essere ansiogeno, soprattutto se viene fatto in modo meccanico. Può inoltre succedere che la relazione col cliente venga percepita come non soddisfacente dall’istruttore stesso. Alla base vi possono essere fattori sottili quali l’irritazione suscitata per la messa in discussione della propria competenza o la risonanza di problemi presentati dal cliente o altro ancora. Dal lato opposto troviamo il cliente che spesso lamenta di non avere capito alcune informazioni trasmesse dall’istruttore o di non essere riuscito a far comprendere esigenze che riteneva rilevanti. Altro problema può essere il lessico utilizzato dall’istruttore che, se troppo specialistico, può sembrare oscuro al cliente. Tale linguaggio tuttavia non è necessariamente motivo di disagio per tutti, alcuni possono sentirsi lusingati, se non favorevolmente impressionati, dai termini tecnici, ritenendoli indici di competenza professionale. Per questo è estremamente importante cercare di comprendere l’essenziale della persona con cui si entra in contatto. Altro problema potrebbe essere una certa deferenza per l’istruttore (per competenza del linguaggio usato o livello culturale) che può indurre il socio a rinunciare a fare domande per timore di risultare poco informato, poco intelligente o per paura di far perdere del tempo. A tale proposito è buona norma sincerarsi che il cliente abbia compreso, non solo la corretta esecuzione degli esercizi ma anche le informazioni circa la loro utilità. Si è inoltre riscontrato che durante un qualsiasi colloquio, chi riceve un messaggio tende a dimenticare le informazioni che gli vengono date verso la fine dello stesso, ritenendole inconsciamente meno importanti. A questo si può rimediare presentando per primo il consiglio che si ritiene più importante e insistendo sul suo valore o utilità, fornendo le informazioni con la maggiore precisione e semplicità possibile. Infine può capitare che un nuovo cliente non riesca a socializzare all’interno del centro e del gruppo. In questo caso la capacità di creare partecipazione emotiva da parte dell’istruttore aumenta, in molti casi, il livello di soddisfazione del cliente. Per partecipazione e motiva non si intende l’abbandono del piano professionale per scivolare in una confidenza gratuita, bensì la manifestazione di disponibilità e comprensione, conservando i ruoli assegnati nella vita relazionale della palestra.

Scopi ed obiettivi

Sappiamo che alcuni elementi indispensabili, quali l’utilizzo di attrezzature di qualità, la scelta del tipo di programma da proporre e sviluppare, un corretto uso della musica, contribuiscono al felice raggiungimento degli obiettivi prefissi. Ma non basta. Alla base di tutto c’è l’istruttore. Con la sua preparazione, la tenacia, la voglia di fare. Ma anche con i dubbi e le perplessità, a volte paure. La preparazione tecnica è fondamentale. La padronanza del gesto atletico deve sempre essere accompagnata da un legame empatico con la classe. Essere degli ottimi atleti esecutori non sempre è sufficiente per invogliare chi è di fronte. La ricerca del singolo nel gruppo è altrettanto importante. Il contatto visivo può essere un valido alleato per l’insegnante. Un saluto generale alla classe seguito da uno rivolto ad ogni singolo partecipante crea sin dall’inizio della lezione il giusto feeling. È un semplice modo per rompere il ghiaccio. L’importante è che non sia fine a se stesso. Durante la lezione, con misura, incrociare lo sguardo di ogni componente lo avvicina a voi.

La voce è uno strumento potentissimo che permette di stimolare, a seconda della pronuncia, del tono, della variazione e del volume il singolo come il gruppo. Tutto ciò che l’istruttore dice o fa durante la lezione deve essere coerente. Sempre. In questo modo ne beneficia l’autostima e la stima della classe. Un consiglio personale per migliorare la propria performance è sempre ben accetto dall’allievo. Così come l’intrattenersi alcuni minuti con la classe o con gruppi di essa per scambiare opinioni.

In conclusione l’equilibrio tra preparazione tecnica e risorse emotive crea, a mio avviso, il professionista. L’arte di insegnare si può imparare purché ci si dedichi a questo lavoro con grande impegno, serietà, passione, consapevoli delle grandi responsabilità che si hanno.

Un buon insegnante dovrebbe avere i seguenti requisiti:

  1. Conoscenza delle basi scientifiche del movimento in genere
  2. Conoscenza della meccanica e degli interventi muscolari in ciascun esercizio
  3. Conoscenza della tecnica esatta di esecuzione (l’allievo tende più ad imitare che ad ascoltare)
  4. Padronanza di tecniche comunicative
  5. Conoscenze psicologiche di base
  6. L’insegnante diventa inoltre anche un modello, oltre che di tecnica, di stile di vita improntato al benessere psico fisico, pertanto deve cercare di essere in forma e dare il buon esempio.