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Le persone che soffrono di diabete, dovrebbero sempre prestare attenzione all’indice glicemico (IG) degli alimenti, cioè Il valore che indica la velocità di crescita della glicemia dopo il consumo di una certa porzione di un determinato cibo.

Gli specialisti segnalano che l’indice glicemico è espresso in termini percentuali: un alimento con un indice glicemico di 50% determina un innalzamento della glicemia pari alla metà di quello indotto dal glucosio. Ad esempio, 50g di carboidrati contenuti in una porzione di 100 g di fagioli secchi (alimento a basso indice  glicemico) hanno un minor impatto sulla glicemia rispetto allo stesso quantitativo di carboidrati contenuti in una fetta di pane di 90g (alimento ad elevato indice glicemico).

L’IG tiene conto solo della qualità dei carboidrati mentre la risposta glicemica ad un alimento è influenzata anche dalla quantità di carboidrati, per questo motivo è stato introdotto un altro indice chiamato “Carico Glicemico” che meglio esprime l’impatto dei carboidrati sulla glicemia. Il carico glicemico (CG) si calcola moltiplicando il valore dell’indice glicemico per la quantità di carboidrati dell’alimento diviso 100.

Ecco alcune categorie di alimenti

Gli alimenti divisi per indice glicemico, nella tabella segnalata dalla Sid, inseriscono tra quelli ad IG alto le patate bollite, il miele di Acacia, la pizza, il pane integrale e quello bianco, i popcorn, l’anguria e la banana. Nella categoria degli alimenti a IG medio rientrano invece i grissini, gli gnocchi di patate, l’ananas, il muesli, la zucca, i biscotti secchi, i kiwi, gli spaghetti, il riso basmati, i piselli e la pasta ripiena tipo lasagne.

Infine, tra gli alimenti a basso IG e quindi consigliati per una dieta dedicata ad una persona diabetica, ci sono il riso integrale, la marmellata di arance, la pasta all’uovo, il succo d’arancia, l’uva bianca, i mandaranci, le fragole, le mele, i fagioli, i ceci, le carote, le albicocche, l’orzo perlato, le ciliegie, lo yogurt, le noccioline ed il latte intero.