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Vino in Italia significa tradizione , declinata secondo le varie interpretazioni locali. Una tradizione fatta di regole e insegnamenti che arrivano dal passato, che però sta sta “modificando” grazie a una nuova concezione per quanto riguarda la coltivazione delle uve, la potatura delle vigne, la scelta stessa dei vitigni. Nel nostro Paese, ma anche all’estero, la tradizione vinicola del passato ci regala vini incredibili, che tutti conoscono e apprezzano. È vero però che si sta da qualche decennio facendo strada anche una visione diversa della vinificazione . Che si discosta dalla tradizione, in un senso in cui modernità non vuol dire dimenticare completamente il passato, quanto piuttosto reinventarlo. I vini Super tuscan sono un esempio di questa nuova visione; “Nuova” si fa per dire, visto che ormai dagli anni ’80 e ’90 si sta facendo strada in varie zone vinicole questa visione dell’universo enologico italiano.

Cosa sono i vini super tuscan
Dire vini toscani rimanda direttamente alla grande tradizione vinicola di questa Regione. Forse una tra quelle che in Italia da più tempo offre vini di qualità, preparati con tradizionali, come ad esempio il classico Sangiovese. Nel corso dei decenni però anche i coltivatori di hanno compreso che non tutto ciò che è tradizionale deve per forza essere immutabile. Dagli anni ’70 in Toscana ci sono dei viticoltori, e vinificatori, che sono resi conto delle ampie possibilità del territorio in cui si trovano le loro aziende. Che hanno provato a coltivare altre uve rispetto a quelle tradizionali, come ad esempio il cabernet sauvignon. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: vini di qualità, in alcuni casi anche DOC, che per certi versi superano la tradizione acquisti prodotti molto apprezzati.

Le bollicine prodotte in Italia
Nel medesimo periodo in cui nasce i vini Super tuscan , oggi molto apprezzati non solo in Italia ma anche all’estero, in altre zone vitivinicole si trova consumando un altro tipo di rivoluzione. In Italia da decenni si usano vini spumanti; si tratta spesso di spumanti naturali, o di bollicine ottenute con il metodo Charmat, anche noto come metodo Martinotti come avviene con il prosecco. Nel corso degli anni ’80 però alcune cantine, soprattutto in Lombardia e in Trentino, hanno inserito ad utilizzare il metodo classico. Il nome del metodo sarebbe champenois, ma questo termine si può usare per i vini prodotti nella Regione della Champagne, in Francia. Si tratta di un metodo che prevede tempi lunghi, controlli continui, attenzione ai particolari; in questo modo si ottengono alcune tra le migliori bollicine italiane.

Il rosato
Sta tornando alla ribalta anche l’amore per i vini rosati . Ce lo confermano i dati di vendita, ma anche la presenza di intere manifestazioni dedica completamente ai vini rosati. Contrariamente all’opinione di molti, la produzione del vino rosato non avviene “sporcando” il vino bianco con il vino rosso. Il rosato si produce vinificando l’uva rossa quasi completamente in bianco, quindi togliendo le bucce dopo una breve fermentazione, a volte anche con aggiunta di uva bianca. Il risultato è profumato ed elegante, non solo nel colore.