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Tre anni fa scrivevo in un post:

A proposito di affidabilità e serietà nell’era digitale: si fa tanto la predica sui nazisti e altri fanatici del nostro tempo (vedi i fari criminali organizzati dietro le sedicenti ideologie religiose, politiche e culturali) che bruciavano libri, ma anche nelle contemporanee democrazie in fatto di eliminazione di testi, anzi di ebook, mica si va tanto per il sottile. Il caso è personale ma emblematico: tra il 2013 e 2015 ho acquistato diversi ebook editi dalla Barilla sotto il marchio Academia Barilla, la serie era denominata: Ricette Facili, per un totale di 20 testi, tali opere erano raggruppate all’interno di una app per IPAD (pertanto come si dice in gergo tecnico: un acquisto in app), quindi operante su sistema operativo IOS, l’editore era White Star all’epoca un sottomarchio della casa editrice De Agostini. A seguito di reinstallazione dell’intero sistema operativo previo backup integrale, al momento del ripristino del dispositivo non mi recupera i testi. E cosa succede? Succede che mi rivolgo alla Barilla la quale risponde invitandomi a chiedere alla De Agostini la quale replica informandomi della cessione della White Star ad altri e gli altri non hanno recapito. L’app non esiste più nello store Itunes e quindi a schermo e tutto perso. Conclusione: nell’era digitale è molto facile fregare il prossimo e il consumatore finché si tratta di roba usa e getta gli va bene ma per elementi più duraturi nel tempo meno. Pertanto, in ambito digitale e ancora più per quanto riguarda la sicurezza degli strumenti hardware e software rivolti alla salute e diabete si devono dare certezze e riferimenti chiari agli utilizzatori. A vendere vapore si fa presto a rendere un servizio ci vuole impegno e senso di responsabilità.

Ma la telenovela continua: sempre con la De Agostini avevo acquistato tutti i numeri di riviste ricomprese nella raccolta su app IOS “DeA Premium”e anche lì nisba, nada, più nulla.

Ancora: dal 2014 sono abbonato in formato cartaceo e digitale alla rivista “La Cucina Italiana” che prima era di proprietà della casa editrice Mondadori e poi è passata alla Condé Nast, anche qui sia i numeri correnti che quelli arretrati non sono più scaricabili, e nonostante le molteplici richieste di intervento rivolte all’assistenza della casa editrice nulla si è risolto, anzi il problema dura da almeno 2 anni!

Il problema è molto serio: tra app che vanno e non vengono, contenuti di qualità pessima e acquisti volatili, il settore dell’editoria digitale è quanto mai dominato dal “Far West” e il consumatore finale non viene tutelato, manco dalle cosiddette associazioni dei consumatori.

Anche la multinazionale del multimiliardario Bezos, Amazon, offre ebook di pessima qualità, specie nel ramo dei tuttologi in cucina, dove vi sono cose mai viste (magari sarebbe meglio attivare degli algoritmi di controllo più efficaci).

E intanto resto con un pugno di mosche in mano…