Gnocchi di erbe al cucchiaio
 
Tempo prep.
Tempo cottura
Tempo tot
 
Concediamoci un piatto prelibato e dalle cucine de Il Mio Diabete vi spadelliamo tale soluzione. È una delle ricette di magro più antiche che si possano reperire, probabilmente di uso conventuale. Si tratta di un primo piatto che è in qualche modo ubiquitario lungo tutta la Penisola dacché somiglia ai canederli, ma anche agli gnocchi friulani, fino agli gnudi toscani. Utilissima ricetta del riuso, non ha nessuna difficoltà di esecuzione. Semmai dovete fare attenzione alla consistenza dell’impasto per evitare che gli gnocchi si sfacciano. Quanto al condimento agite come meglio credete anche se con burro fuso e buon formaggio –magari d’alpeggio –sono insuperabili. Potete concedervi il lusso di una spolverata di pepe bianco o di noce moscata per aromatizzare.
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Tipo ricetta: Primi asciutti
Cucina: Italiana
Porzioni: 4
Ingredienti
  • 1 kg di pane (meglio se del giorno prima)
  • olio extravergine di oliva
  • pangrattato
  • 300-350 g di spinaci (in stagione si usano gli spinaci selvatici che si colgono in alta montagna)
  • 1 cipolla
  • aglio
  • burro
  • 4-5 uova
  • sale
  • 0,5 l circa di latte
  • pepe
  • formaggio grana
Istruzioni
  1. Rompere il pane in pezzi piccoli come l’unghia del pollice e poi ammorbidirlo con il latte (la quantità di latte dipende dal tipo di pane usato, meglio comunque non bagnarlo troppo) e lasciarlo riposare per circa un’ora. Nel frattempo pulire gli spinaci e tritarli grossolanamente dopo averli scottati in acqua per pochi minuti. Tritare la cipolla e metterne meno di metà in una pentola con un po’ di olio extravergine di oliva e farla soffriggere assieme all’aglio tritato (circa due spicchi); appena prenderà colore unire anche gli spinaci e cuocere per qualche minuto. Salare e pepare poi togliere dal fuoco e fare raffreddare. Amalgamare le uova al pane e impastare bene con le mani, poi unire anche gli spinaci e continuare a impastare aggiungendo sale, pepe, il grana grattugiato, quindi il pangrattato fino a raggiungere un impasto abbastanza consistente. Fare soffriggere in abbondante burro la cipolla restante fino a che diventi dorata (servirà da condimento). Fare bollire dell’abbondante acqua salata, poi prendere un po’ di impasto con una mano e schiacciarlo velocemente per dargli più consistenza, infine con un cucchiaio fare degli gnocchi da buttare subito nell’acqua. Non appena iniziano a galleggiare scolarli e metterli in una pirofila calda, cospargere con grana grattugiato e finire con il burro e cipolla. Servire subito.
  2. I vini consigliati in abbinamento sono rossi del territorio di origine della ricetta, il Trentino: un Merlot, un Marzemino o un Teroldego. Tra le ampie scelte di qualità il Merlot del Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga, il migliore di tutta la regione, della Tenuta di San Leonardo. Per il Marzemino, ottime scelte l’etichetta Verde della Cantina d’Isera, o l’ancor più aristocratica etichetta (sia in purezza sia in uvaggio di Marzemino) di Bossi Fedrigotti (come capita con il Rosso Fojaneghe di gran classe). Infine, per il Teroldego, o l’immenso Granato oppure come scelta di minor prezzo il Teroldego base, entrambi di Elisabetta Foradori.