Già l’Antico Testamento accenna a tecniche di Meditazione e scuole profetiche. E i profeti utilizzavano arpe, tamburi, cetre e flauti e cercavano l’estasi, cioè la discesa dello Spirito su di loro.
Il profeta ebraico è l’uomo che, ispirato da Dio, cerca di riportare la religione all’antica purezza e la Meditazione ebraica, fatta sulla parola di Dio, un Dio assoluto che non ama le mezze misure, richiede per questo una dedizione totale.

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Ma l’interpretazione di una rivelazione fatta con il linguaggio umano, con tutti i suoi-limiti, richiede un grande lavoro. Da queste esigenze è nata la Cabala, come sistema di interpretazione dei testi sacri, che ha costituito la più importante tradizione mistico-esoterica della storia ebraica. I testi sacri sono considerati una manifestazione del divino, sono la parola stessa di Dio cristallizzata. Così ogni nome, ogni lettera è una concentrazione di energia trascendente e ha significati diversi al di là di ogni interpretazione letterale. Ne deriva che ogni preghiera, ogni ripetizione di un nome sacro diventano dei Mantra, vibrazioni superiori. Quindi la Meditazione è una azione mistica che stimola il potere creatore, ricostruendo l’unità originaria, rotta con il peccato. L’anima caduta, attraverso la Meditazione, può ripercorrere il percorso inverso della materializzazione, procedendo verso la spiritualizzazione.

In pratica l’uomo, guardando se stesso da fuori, con distacco, si trova ad un livello di coscienza superiore che, se mantenuto sufficientemente a lungo, lo porta ad accedere a livelli superiori; questo lo si può ottenere con l’aiuto di un maestro che utilizzerà preghiere e rituali tradizionali non solo come rappresentazione, ma come stimolo per mettere in azione forze trascendenti che altrimenti resterebbero inattive.

(Da: Meditazione per tutti, Franca Silvani)