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Cos’è che si prova dopo la meditazione? Se lo chiedono in molti. La maggior parte ripetono come pappagalli ciò che hanno già sentito ridire da altri che, purtroppo, reiterano di continuo i medesimi luoghi comuni ascoltati da una lunga serie di fedeli riproduttori umani. Dopo la meditazione si percepisce soprattutto – in misura ovviamente diversa – un leggero e indefinito senso di unità: tra gli umani, gli esseri senzienti in generale, ma pure gli oggetti inanimati cui si attribuisce altresì, non so bene se a torto o a ragione, persino un determinato livello minimo di coscienza. Il senso di benessere che taluni indicano come il risultato più appariscente della loro meditazione dipende, per l’appunto, dalla qualità di consapevolezza unitaria così raggiunta.

«Quelli che sanno non parlano,
quelli che parlano non sanno.
Chiudi le aperture,
sbarra le porte,
smussa i contorni taglienti,
sciogli i nodi,
attenua lo splendore,
mescolati con la polvere della terra.
Questo si chiama “l’unita’ profonda”.
A colui che ha raggiunto l’unita’ non puoi avvicinarti,
ma neppure puoi tenerlo a distanza;
non puoi fargli del bene,
ma neppure recargli danno;
non puoi esaltarlo,
ma neppure avvilirlo.
Percio’ egli è quanto di piu’ alto vi sia al mondo.»

[ La regola celeste – Lao Tzu ]