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La meditazione è soprattutto osservazione. Ti raccogli quieto – per quanto possibile silente – e osservi con tanta pazienza tutto ciò che ti accade intorno, sia all’esterno che interiormente. Tuttavia la maggior parte di noi – umili apprendisti meditanti – siamo piuttosto restii a impelagarci – a lasciarci coinvolgere – in un’esplorazione senza dubbio insolita. Per mollare le idiosincrasie dell’ego e rilassarsi in se stessi è indispensabile aver sfiorato il culmine del realismo, è fondamentale rendersi conto della fugacità della vita, della sua impermanenza. Abbandona ogni genere di speculazioni filosofiche: lascia che i massimi sistemi si mordano la coda e contempla soprattutto i piccoli dettagli: un fiore, l’erba che si piega all’occasionale folata di vento, la levità di un sorriso …

Osserva quelle inezie

L’error che t’impedisce
di realizzare il mondo
non è nel gran disegno
che tu persegui sempre,
ma sta in quei dettagli
che ti hanno tuo malgrado
uniformato all’essere
un povero e illuso sognatore.

Osserva quelle inezie
che il cuor chiama irrisorie,
ma che la mente – è un mito – suppone indifferibili
mentre in realtà non sono
che eccentriche parabole – che tu stesso hai inventato –
per continuare a piangerti
senza che alcuno possa
lenir quel tuo dolore
che però non c’è.