e7a85bb313674f95b7f63bf4b2013f6a

Bada al senso e le parole baderan a se stesse Il Festival mantovano di arte contemporanea e riqualificazione urbana adotta il capolavoro di Lewis Carroll come ispirazione per l’edizione 2020. Il Paese delle Meraviglie di Alice si sovrappone idealmente a un quartiere pulsante di vita, in piena mutazione antropologica, sociale e culturale. I muri si preparano a tornare membrane permeabili all’arte, soglie che portano a un altrove immaginato che qui riesce a prendere forma. E i colori tornano a conquistare la città.

Al via dal 31 agosto, e in programma fino a domenica 6 settembre 2020, la quinta edizione di Without Frontiers, Lunetta a colori. Il festival di arte contemporanea nato in occasione di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016, ogni anno coinvolge artisti nazionali e internazionali nella realizzazione di opere di arte urbana e arte pubblica, finalizzate alla riqualificazione e alla valorizzazione culturale del quartiere Lunetta, nella periferia Nord di Mantova.

Il festival, organizzato dall’associazione Caravan SetUp, è curato dalla critica d’arte Simona Gavioli, con l’apporto scientifico di Lavinia Bottini, in collaborazione con l’associazione culturale Il Cerchio E Le Gocce, il supporto del Comune di Mantova e il contributo del Gruppo Tea.

La manifestazione quest’anno è stata anticipata dal progetto Piccola Biblioteca Ideale. Una iniziativa che segna l’inizio dell’espansione dell’arte urbana da Lunetta ad altre zone periferiche della città. Dal 26 al 30 agosto, il quartiere Te Brunetti ha visto impegnati gli artisti Corn 79 e Made154 nella realizzazione di due grandi opere, all’ingresso del quartiere e sulla facciata della biblioteca

Without Frontiers è un inno all’abbattimento delle frontiere attraverso l’arte, a favore di una continuità culturale capace di unire il centro della città alla sua periferia. Sviluppando una relazione tra arte urbana e arte pubblica, Without Frontiers vuole generare un continuum, un ponte, tra ciò che rappresenta per il mondo dell’arte e della cultura il centro di Mantova, culla del Rinascimento, e ciò che il quartiere Lunetta rappresenta per tutti gli abitanti della città.

Un esperimento artistico, sociale e culturale che continua a crescere e a far crescere il proprio territorio, offrendosi anche come spunto e nuova visione per altre periferie italiane e non solo.

La manifestazione tradizionalmente prevede l’intervento di nomi affermati nell’ambito dei graffiti-writing, e il coinvolgimento anche di autorevoli artisti contemporanei che non necessariamente abbiano utilizzato il tessuto urbano come veicolo principale della propria arte. Ospiti di quest’anno saranno Aris, Andrea Casciu, Corn79, Howlers e Kiki Skipi. Per la prima volta il quartiere di Lunetta vedrà la realizzazione di due combo, la prima ad agosto a opera di Aris e Corn79, la seconda ad ottobre per mano di Kiki Skipi e Andrea Casciu.

Focus dell’edizione 2020, dal titolo “Bada al senso e le parole baderan a se stesse”, sarà il mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie e l’analisi che Gilles Deleuze ne svolge nel testo Logica del senso, in cui il filosofo francese segue Alice nel suo viaggio attraverso un mondo governato dal paradosso e da forme diverse di realtà, piene comunque di verità e di senso. Gli artisti, sviluppando e interpretando le tematiche messe in luce da Carroll, cercheranno di delineare un immaginario surreale in grado di restituire le atmosfere di unione che il quartiere Lunetta evidenzia al suo interno. Liberamente ispirati dal racconto fantastico, procederanno in un’analisi stratificata del testo, mettendo in luce in particolare i contenuti di comunione tra diverse culture all’interno di una pluralità sociale, la capacità d’integrazione vista come forza promotrice e la sensibilizzazione alle diversità.

Lunetta, storia di una periferia in evoluzione
La storia del quartiere Lunetta è relativamente recente, ha inizio il 5 maggio del 1963, con l’adozione da parte dell’allora consiglio comunale della città del piano finalizzato alla costruzione in loco di alloggi popolari per 12 mila abitanti. Con quello di Lunetta vennero approvati altri piani che riguardavano insediamenti di edilizia popolare in altre zone di Mantova. Nel gennaio del 1968 comparvero le prime case.
È in questo stesso spazio che dal 2016 Without Frontiers chiama gli artisti ad arricchire l’universo visivo del quartiere: le opere realizzate a oggi sono 35; entro il mese di ottobre, arriveranno a 38.

Perchè Alice: le parole della curatrice Simona Gavioli
«Quando si entra a Lunetta ci si ritrova immersi in un universo brulicante di colori. Attraversando il Sottopasso espanso, opera dipinta da Corn79, si è travolti dai toni caldi dei rossi, dei gialli e dell’arancio e si viene trasportati all’interno di un quartiere meraviglioso e surreale. La scritta degli artisti Bianco–Valente che svetta sulla cima del primo palazzo – “ti voglio conoscere” – fa sentire vivo il richiamo di una comunità pronta all’accoglienza e incuriosita dai nuovi ingressi in questo piccolo mondo.
Ci si sente un po’ come Alice, che inseguendo il Bianconiglio, si ritrova catapultata nel Paese delle Meraviglie. E proprio come il mondo di Carroll, Lunetta è abitata da esseri surreali: orsi, cigni, api, stelle che esplodono, cavalli che emergono dall’acqua, blocchi di cemento variopinti che sembrano vorticare e cadere come i massi della volta della Sala dei Giganti di Palazzo Te.
Attraversare il sottopasso equivale, quindi, a valicare la frontiera e accedere a un altro mondo. Fantastico e surreale, dove inconscio e desideri prendono vita assumendo forme concrete e tangibili. Ci si ritrova in un’altra dimensione dove tutto sembra possibile, dove tutto sembra sovvertito e capovolto. Gradatamente si scivola in un universo alternativo, dove a regnare non è la regina di cuori, ma l’arte che, pulsando, continua a dare vita all’intero quartiere.

Quest’anno il viaggio di Without Frontiers sarà quindi oltre i confini della logica, alla ricerca di universi infantili, utopici e irreali. La fantasia sarà il mezzo di trasporto utile ad attraversare la soglia immaginaria di un’uscita verso l’interno. Attraverso il gioco, l’assurdo e il surreale ognuno tornerà a sentirsi una piccola Alice, che vive nel proprio mondo, dove tutto è assurdo. “S’io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, poiché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe”.
Tornare bambini, quindi, e meravigliarsi per le piccole cose, scoprendo la verità che si cela nei romanzi di Carroll: tutta la realtà è fondata su convenzioni contraddittorie, e quindi paradossali. I mondi fantastici, che solo i bambini riescono a vedere e concepire, sono in verità quanto c’è di più reale proprio perché abitati dal paradosso.
Le soglie di Lunetta sono proprio come la porticina scoperta da Alice in uno dei capitoli dell’opera di Carroll, che custodisce, oltre a se stessa, quel mondo meraviglioso a cui la piccola protagonista desidera avere accesso: il mondo della bellezza e della creatività racchiuso in Lunetta».

Gli artisti e le città
Già nel 1991, il regista Wim Wenders, in un intervento a Tokyo sul futuro della città, sollecitava architetti e urbanisti a non dimenticare, in nessuna occasione, che la città è il contenitore-laboratorio che i bambini hanno a disposizione e che plasmerà il loro mondo visivo e sentimentale.

Ciò che sta accadendo all’arte e all’artista del XXI secolo riguarda molto il suo rapporto con la città, una città che non vede più solo il centro come incubatore unico di novità, come lo furono i centri storici e le grandi corti a partire dai primi anni del Quattrocento, ma che abbatte i confini e crea un ponte di collegamento con i propri quartieri periferici. Il centro ingravida la periferia che partorisce figli sapienti e consapevoli del fatto che la storia non debba essere dimenticata, ma utilizzata per portare avanti una rivoluzione costruttiva all’insegna del cambiamento. Gli artisti escono per strada, invadono gli spazi comuni, impongono il loro messaggio allo spettatore che ignaro e incredulo continua a passeggiare.

Gli ospiti dell’edizione 2020: Aris, Andrea Casciu, Corn79, Howlers, Kiki Skipi

– Aris inizia la sua attività nel 1993, sviluppando uno stile personale di lettering. Da qui approda successivamente alla figura che, in seguito, si trasforma in un cumulo di sagome e di forme. Nei suoi esperimenti e ricerche di stile, il supporto (treno, muro, lamiera o altro) e lo spazio in cui esso si trova assumono grande rilevanza. Il viaggio e la necessità di esplorare diventano parti fondamentali del lavoro, e portano l’artista a dipingere in varie nazioni tra cui Spagna, Germania, Polonia e Russia. Aris lavora principalmente in luoghi abbandonati e periferici, utilizzando spesso la tempera. Questo materiale assume anche una forte valenza simbolica, le immagini che abitano le nuove superfici sono create con la stessa sostanza che di solito si usa per ricoprirle. Ambientazioni lunari e mondi dimenticati sono i temi preferiti delle sue opere.

– Andrea Casciu nasce nel 1983 e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Sassari. La mutevolezza e le trasformazioni sono alla base della sua indagine: crea associazioni d’immagini e mondi fantastici che dialogano con l’icona del suo volto. Nel suo lavoro è presente un’ostinata autoanalisi che lo spinge a un continuo studio su se stesso e su tutto ciò che lo circonda. Vive e lavora a Bologna.

– Riccardo Lanfranco, nome d’arte Corn79, nasce nel 1979 a Torino, città in cui si laurea al DAMS con tesi in semiotica dal titolo: Bellezza e degrado della città. Progetti contemporanei per la riqualificazione estetica murale in Italia. Il suo percorso artistico inizia da writer nel 1996. Presto il suo lavoro trova spazio tra le pagine delle principali riviste dedicate al mondo del writing (Aelle, Defrag, Stylefile, Xplicit Grafx, Innercity) e ciò lo porta a partecipare a decine di convention e a dipingere in molti Paesi europei. Realizza importanti opere murali di riqualificazione urbana con artisti di fama internazionale e, fino al 2009, è membro del collettivo Opiemme. Promotore della creazione del progetto Murarte della Città di Torino, tuttora in progress, nel 2001 fonda “Il Cerchio E le Gocce”, la prima associazione italiana dedicata alla promozione della creatività urbana.

– Gli Howlers nascono nel 2015 dall’incontro di due artisti biellesi, Francesca Melina e Gioele Bertin. Il duo coltiva da subito la passione per l’arte muraria cercando di connettere territori e persone attraverso il medium artistico: interviene nello spazio urbano con l’obiettivo di modificarne attivamente le caratteristiche. Da una parte la volontà è quella di riconnettere persone e luoghi attraverso la partecipazione e il coinvolgimento sociale; dall’altra, è forte l’obiettivo di trasmettere messaggi attraverso l’azione nell’ambiente urbano. Attraverso ricerca cromatica e atmosfere oniriche, gli Howlers si propongono di coinvolgere i luoghi in cui operano per coglierne e valorizzarne la natura profonda. L’attitudine del duo è sempre stata figurativa, con una predilezione per tinte ricercate, figure antropomorfe o dalle anatomie distorte. Negli ultimi anni, la loro ricerca li ha portati a sperimentare l’unione di nuovi colori e forme in un’evoluzione che è ancora di là da venire. Non solo artisti, hanno lavorato come curatori di vari progetti a sfondo anche sociale, utilizzando il muralismo come medium funzionale all’espressione delle individualità specifiche.

– Kiki Skipi, nata a Sassari nel 1988, diplomata a Oristano, quindi studentessa di fotografia a Milano, oggi vive e lavora a Bologna e da pochi anni si è appassionata alla street art, che le permette di confrontare la sua intimità col mondo esterno, la natura e l’ambiente circonstante, soprattutto quando abbandonato. Nel suo curriculum si legge: “Non si sa se Kiki sia cresciuta o se sia rimasta bambina ma, nonostante tutto, il suo mondo e la sua mutevole personalità sono presenti nelle sue produzioni. I suoi lavori sono onirici e semplicemente autobiografici”.

Gli eventi della settimana

– DANZA di CONDOMINIO – Building Dance
La compagnia Iuvenis Danza, che ha animato il quartiere Lunetta nelle ultime due estati con il progetto Dance on District, sperimenta quest’anno una differente modalità di esibizione e di fruizione della danza contemporanea. DANZA di CONDOMINIO – Building Dance nasce per offrire al pubblico una nuova geografia dell’abitare, del vivere il quartiere e la città, ripartendo da dove la pandemia ci ha fermati. Nei mesi dell’isolamento, finestre e balconi hanno assunto un significato diverso, diventando simbolo di vicinanza, unione e speranza. Sabato 5 settembre, Iuvenis porterà la danza, concepita come rito allo stesso tempo privato e comunitario, nel cuore del quartiere Lunetta. Dalle ore 19.00, la compagnia di artisti si esibirà in performance dedicate ai residenti di più stabili che si affacciano su zone comuni, creando, in totale sicurezza, un “evento” di quartiere che si innesta nella vita della città a partire dai suoi cortili. L’ingresso è gratuito (Piazza Unione Europea, via Lombardia). I residenti possono assistere da finestre e balconi. È permessa la presenza anche di pubblico esterno, contingentato nell’assoluto rispetto delle normative di sicurezza anti Covid-19 (www.iuvenisdanza.com).

– STORIE SOTTO GLI ALBERI
L’Università degli Studi di Brescia (Polo di Lunetta), in collaborazione con ACLI Mantova, ReteLunetta, Associazione Papillon, Lunattiva, Comune di Mantova e Istituto Comprensivo Mantova 1, propone il progetto Storie sotto gli alberi. L’iniziativa nasce da una riflessione sulle conseguenze che le misure restrittive, necessarie per arginare la pandemia Covid-19, hanno avuto e avranno in ambito scolastico ed educativo. Si considera innanzitutto la limitazione della socialità, impedita dal distanziamento, che la didattica a distanza ha contribuito ad arginare, trasformando però la relazione stessa in una relazione differente, lontana dalla naturalità del vedersi quotidianamente in presenza, in classe. A seguito di queste riflessioni, maestre, studenti ed educatori professionali del corso di studi Educazione Professionale proporranno degli incontri di lettura condivisa all’aperto presso il quartiere Lunetta, come occasione di risocializzazione, incontro e dialogo, per reimparare a vivere la relazione, oltre il distanziamento fisico, come spazio necessario all’apprendimento.
Le letture saranno rivolte, previa prenotazione in prima istanza ai bambini della scuola primaria.
Da 1 al 5 settembre, ore 17.30-18.30, con prenotazione obbligatoria al numero +39 353 3468388.

– Il progetto LUNATTIVA presenta un ricco calendario di appuntamenti che accompagneranno tutta la durata di Without Frontiers, dal 31 agosto al 6 settembre:
• 31 agosto, ore 16.00 / 18.00, presso il Cortile di Via Canneti 22 – AMBIENTIAMOCI – Laboratorio sul tema dell’ambiente con Coop Mater Mantova
• 31 agosto, ore 21.00, in Piazza Unione Europea – Proiezione del film Sasha e il Polo Nord in collaborazione con il cinema del Carbone
• 1 settembre, ore 9.30 / 11.30, presso il Cortile di Via Canneti 22 – Rinforzo linguistico attraverso il gioco, per bambini dai 5 ai 10 anni e mamme, in compresenza con Coop Mater Mantova
• 2 settembre, ore 17.00 / 19.00, in Piazza Unione Europea – Tombola in collaborazione con UISP
• 3 settembre, ore 9.30 / 11.30, presso il Cortile di Via Canneti 22 – Rinforzo linguistico attraverso il gioco per bambini dai 5 ai 10 anni con Coop Mater Mantova
• 6 settembre, ore 8.30 / 13.00, in Piazza Unione Europea – Mercatino dell’Usato “Il Baratto della Luna” (www.lunattiva.it).

La nuova campagna di crowdfunding
Tra le novità di quest’anno, il lancio, su piattaforma GoFundMe, della campagna di Crowdfunding finalizzata a sostenere il Without Frontiers, Lunetta a Colori: un’iniziativa attraverso cui è possibile supportare la realizzazione delle attività che si svolgeranno durante la settimana e dei murales che prenderanno vita da fine agosto a ottobre. I fondi raccolti saranno utilizzati per coprire le spese vive previste: acquisto di materiali, noleggio strutture per artisti, comunicazione e promozione.
http://www.gofundme.com/f/Uniti-per-Lunetta-il-quartiere-riparte-dallarte

Visite guidate
Tutti i giorni, dal 31 agosto al 6 settembre, dalle ore 18:00 alle ore 19:30
Solo su prenotazione: info@caravan-it.com – M. +39 3288087952 / Costo: 8 euro

Titolo: Without Frontiers, Lunetta a Colori – V Edizione
Un progetto di: Caravan Setup. A cura di: Simona Gavioli
Luogo: Mantova, Quartiere Lunetta
Date: dal 31 agosto al 6 settembre 2020
Info: info@caravan-it.com

Caravan SetUp
Fondata nel 2015 a Bologna da Simona Gavioli, critico d’arte e curatore indipendente, l’associazione culturale Caravan SetUp nasce con l’intento di riunire e dare visibilità a talenti emergenti del mondo dell’arte, e propone un’estetica accessibile e fuori dai canoni omologati. Dal 2016, Caravan SetUp si occupa del festival Without Frontiers, Lunetta a Colori (facebook.com/withoutfrontiersmn) per il Comune di Mantova, che invita artisti di tutto il mondo a dare vita a progetti di riqualificazione urbana e valorizzazione culturale. Nel 2018, a Mantova, Caravan SetUp apre il suo spin-off (www.facebook.com/CaravanSetUp/).