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È possibile meditare sul vuoto, così … di primo acchito, senza averlo innanzitutto incontrato e quindi, perlomeno in parte, avvertito, vissuto sulla propria pelle, percepito come reale?

Meditazione sul vuoto

Nel mezzo del cancan
in cui mi trovo immerso,
di nuove e vecchie idee, d’antiche convinzioni,
come una foglia al vento
caduta e mai più verde,
non c’è rimedio, mi sento irresoluto.

Cos’è che resta
quando tutto è inutile,
quando le antiche mura
non sono più che ruderi,
quando la mente avverte
che il capolinea è giunto
mentre la meta non esiste più?

Cos’è che resta
se non il mero nulla
che con slancio poetico
lo chiami il cielo limpido?

Non resta più che un vuoto
senza pensieri né un alito di vento,
senza ricordi né prospettive alterne,
senza nessun amore, ma nemmeno odio,
dove gli attaccamenti si son dissolti … al buio …

Vedi quel vuoto
e sai che la tua goccia è come
lo stesso mar di luce,
la via, l’ocean, la gioia,
che non finisce più.