Anche se la vita è dura, se a volte riesce davvero difficile sorridere, proviamo. E quando diciamo “Buon giorno”, che sia un vero augurio di buona giornata. Una volta un’amica mi ha chiesto: “Devo costringermi a sorridere anche quando sono piena di tristezza? Mi sembra innaturale”. Le ho risposto che noi siamo in grado di sorridere alla tristezza, perché siamo più della nostra tristezza. Un essere umano è come un televisore con centinaia di canali. Se ci sintonizziamo sul Buddha, siamo il Buddha; se ci sintonizziamo sulla tristezza, siamo la tristezza; e se ci sintonizziamo sul sorriso, siamo davvero il sorriso. Non lasciamoci tiranneggiare da un unico canale. Abbiamo in noi tutti i semi: prendiamo in mano la situazione e recuperiamo la sovranità su noi stessi.

Quando siamo seduti in pace, respirando e sorridendo con consapevolezza, siamo in modo reale, abbiamo sovranità su noi stessi. Quando accendiamo la TV per guardare una trasmissione, quella trasmissione ci invade. A volte è un buon programma, ma spesso è solo rumore. Vogliamo che ci siano sempre altre cose dentro noi stessi oltre al semplice noi stessi; così sediamo davanti al televisore e lasciamo che un programma chiassoso ci assalga, ci invada e ci distrugga. Anche se il sistema nervoso è a dura prova, non abbiamo il coraggio di alzarci e spegnere: se lo tacessimo dovremmo tornare a noi stessi.

La meditazione è il contrario: ci aiuta a ritornare al nostro vero sé. È molto difficile praticare la meditazione in questa società, dove tutto sembra congiurare per allontanarci dal nostro vero sé. Abbiamo a disposizione migliaia di cose, dal videoregistratore alla radio portatile, per fuggire da noi. La pratica della meditazione consiste nell’essere consapevoli, nel respirare, nel sorridere. È l’altra faccia. Ritorniamo a noi stessi per vedere cosa sta accadendo. Meditare significa infatti essere consapevoli di quello che sta accadendo. E quello che sta accadendo è molto importante.

Da: Thich Nhat Hanh, “Essere pace. Con il cuore della comprensione e la meditazione camminata“ ]

– Thich Nhat Hanh (amazon)