Nella tradizione ebraica la sacralità delle ore dei pasti è posta in grande rilievo. Si cucina, si prepara la tavola e si mangia alla presenza di Dio. “Devozione” è una parola importante nell’ebraismo perché tutto nella vita è un riflesso di Dio, la sorgente infinita della santità. Il mondo intero, tutte le buone cose nella vita appartengono a Dio, sicché, quando traete godimento da qualcosa, pensate a Dio e ne godete alla Sua presenza.

 

Ciò s’avvicina molto alla valorizzazione buddhista dell’inter-essere e dell’interpenetrazione. Quando vi svegliate, siete consapevoli che Dio ha creato il mondo. Quando vedete i raggi del sole che filtrano dalla finestra, riconoscete la presenza di Dio. Quando state in piedi ei piedi toccano per terra, sapete che la terra appartiene a Dio. Quando vi lavate la faccia, sapete che l’acqua è Dio. Devozione è riconoscere che ogni cosa è legata alla presenza di Dio in ogni momento. Il ‘seder’ (la Pasqua ebraica), per esempio, è il pasto rituale che celebra la liberazione degli israeliti dalla schiavitù d’Egitto e il loro viaggio verso la patria.

Durante il pasto, alcune verdure ed erbe, il sale e altri condimenti ci aiuta a entrare in contatto con quanto accadde nel passato, con ciò che erano il nostro dolore e la nostra speranza. Questa è una pratica della consapevolezza.

Da: Thich Nhat Hanh – Buddha vivente, Cristo vivente ]

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