La vita non è mai a senso unico. Ci sono i momenti per combattere, a volte finanche sino allo stremo, senza darsi mai per vinti e quelli per mollare la presa, consentire alla mente d’acquietarsi dimodoché il suo ordine intrinseco riemerga in tutta la sua formidabile… – Saggezza? Intelligenza? – Nulla di che! Riemerga, riemerga e basta. 

Lascia

Ora il riposo. 
Lascia che il ritmo che la natura volle donarti, 
sull’onda della calma, sull’onda del silenzio, 
lascia che il quieto incedere riprenda il sopravvento.

Lascia che i monti si frappongano – che mole! – 
fra te che poi le immagini e il cielo azzurro e lieve  
dove non c’è segnale che allerti o inviti al meglio.

Lascia che la tua mente scivoli all’incontrario. 
E ‘certo – un nuovo inizio? – 
l’antico velo che si solleva ancora 
per lasciarti di stucco a contemplare il manto 
bianco e come sempre candido 
che ricopre vette, valli, vie, sentieri, 
l’angolo d’eterea e luminosa trasparenza 
onde vagheggi semper per non fermarti mai.

Lascia che il tutto vada per il verso suo 
giàcchè la vita sa cos’è ch’è meglio 
mentre tu, per quanto edotto, ahimè l’ignori.

Lascia che il tuo respiro segua il suo corso, 
(ossia che il tuo corpo respiri da sè)
lascia che quei pensieri volino via, 
lascia che il suo richiamo ti colga intatto. 
Sicchè potrai vedere 
che pure quel riflesso è luce, 
ch’è luce il tutto.