La noia non è un problema reale; se guardiamo con attenzione, possiamo vedere che la mente è sempre attiva. Dunque, c’è sempre lavoro da fare. Fare personalmente certe piccole cose, come rigovernare con cura dopo mangiato, fare i lavori di casa con garbo e presenza mentale, senza sbatacchiare le pentole, aiuta a sviluppare la concentrazione e facilita la pratica. Inoltre vi può indicare se avete davvero raggiunto la presenza mentale o se invece state ancora vagando nelle contaminazioni. In genere voi occidentali vivete nella fretta, e per questo provate la felicità, la sofferenza o la contaminazione in modo più intenso. Se praticate correttamente, il dover avere a che fare con molti problemi può tradursi, in seguito, in una fonte di profonda saggezza.

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Dovremmo mangiare, dormire e parlare poco: allo scopo di contrastare i nostri desideri e farli venire allo scoperto

Essere vigili. Per far mettere radici alla consapevolezza, è necessario uno sforzo continuo, non solo quando vi sentite diligenti. Meditare qualche volta per tutta la notte non rende la pratica corretta, se altre volte seguite invece la vostra indolenza. Siate costantemente vigili sulla mente, come un genitore vigila sul proprio bambino. Proteggetela dalla sua stoltezza, insegnatele ciò che è giusto.

È errato pensare che certe volte non avete l’opportunità di meditare. Dovete sforzarvi costantemente di conoscere voi stessi; è necessario come respirare, e voi continuate a respirare in qualsiasi situazione. Se non vi piacciono certe attività, come cantare o lavorare, e rinunciare a svolgerle con presenza mentale, non apprenderete mai a essere vigili.

[Da: Achaan Chah, I maestri della foresta. La pratica della meditazione di visione profonda ]

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– https://it.wikipedia.org/wiki/Ajahn_Chah