Close up photo of a cheese burger
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“Tu vuo fa l’Americano, ma sei nato in italy”: gli italiani amano il classico panino con l’hamburger d’oltreoceano ma non rinunciano al tocco Made in Italy Questi i risultati emersi da un Osservatorio Social sulla community di Al.ta Cucina con oltre 4 milioni di utenti durante la Burger Week di Uber Eats, quando è stato ideato il primo social burger

Quando si tratta di panino con l’hamburger, gli italiani hanno le idee chiare: grinta americana, ma cuore e anima Made in Italy. Questo è quello che emerge dall’Osservatorio Social realizzato da Al.ta Cucina sulla propria community nel corso del progetto ideato per Uber Eats, in occasione della Burger Week (14-20 settembre) organizzata dal brand di delivery.

Comparso oltreoceano per la prima volta in un menu del 1836 e da allora in continua ascesa, l’iconico panino ha preso diverse direzioni davvero inaspettate. Anche l’Italia, non è rimasta immune al fascino e al gusto dell’hamburger, diventato un cult proprio con l’arrivo dei ristoranti McDonald’s negli anni Ottanta. E dall’inaugurazione dei primi ristoranti americani, il panino ha continuato a riscuotere sempre più successo, finché nel nuovo millennio è entrato a pieno merito anche nell’alta cucina.

Sono infatti tantissime le hamburgherie in giro per l’Italia, da quelle più tradizionali a quelle gourmet: oggi nessuno rinuncia al piacere di questo delizioso panino, e meglio ancora se fatto con ingredienti italiani. Infatti, dall’Osservatorio Social di Al.ta Cucina emerge proprio questo: mentre per pane e carne si continua a scegliere la tradizione made in the USA – il resto, è tricolore.

Al.ta Cucina ha chiesto alla propria community di 4M di utenti quali ingredienti rendere protagonisti di un panino speciale ordinabile poi su Uber Eats e realizzato dall’hamburgheria milanese Willy’s Burger attraverso le storie di Instagram. Le risposte parlano chiaro: nonostante la crescente richiesta di ingredienti “healthy” in Italia, il burger preferito resta alla “Chef Rubio” – unto e bisunto.

Sembra che la moda salutare con protagonista la la cucina light, non faccia breccia nel cuore degli italiani quando si parla di burger. A farla da padrona è infatti ancora la carne, quella classica e intramontabile del manzo, scelto dal 71% dei rispondenti che supera pollo (17%), salmone (7%) e lascia decisamente indietro l’alternativa vegana (5%).

Anche per il topping croccante gli italiani puntano sulla carne e tra gli insaccati proposti scelgono il guanciale (44%), nonostante il successo dello speck (42%) e seguito dalle fettine di crudo (14%).

Allo stesso modo non c’è storia sulla scelta del pane per cui le alternative particolari come carbone vegetale (13%), barbabietola (5%) e spinaci (7%), sono nettamente superate dalle preferenze per il classico pane da hamburger (75%): morbido, sfizioso e con l’iconica cascata di sesamo sopra.

Se gli ingredienti prediletti sembrano far vincere la ricetta originale made in the USA, diversa è la situazione quando si arriva a parlare di formaggio: qui non può che essere made in italy. Ed è Roma con la crema cacio e pepe, la tipica salsa del relativo piatto capitolino, che conquista il palato di tutti con uno schiacciante 85% di voti, a discapito di cheddar (23%), emmental (9%) e fromage (5%).

Infine, in ogni burger che si rispetti, non può mancare un tocco green: le verdure. E che ci si creda o no, anche qui gli italiani vanno in controtendenza: le verdure piacciono si, ma se sono fritte, di più. Ecco allora che la vittoria va alle zucchine fritte (44%), sconfiggendo funghi alla piastra (22%) e cipolla cruda (29%). Davvero per pochi invece i piccantissimi peperoncini Jalapenos (5%).

Questa attività rientra nelle logiche della media tech company che permette sempre ai brand, in questo caso Uber Eats, di dialogare con una delle più grandi community di appassionati di food in Italia. L’uso dell’Osservatorio Social diventa quindi lo strumento primario per offrire alla community la possibilità di creare prodotti e servizi che amano e che possono acquistare, in particolare l’Osservatorio sull’hamburger ha dato vita al primo social burger (clicca qui per il video relativo), preparato dall’hamburgheria Willy’s Burger e che è stato possibile ordinare su Uber Eats.

Il panino è stato così composto dalla community di Al.ta Cucina:

Pane classico

Hamburger di Manzo

Crema cacio e pepe

Zucchine Fritte

Guanciale a listarelle

In poche parole, una gricia con zucchine fritte trasformata in un burger super goloso.

A proposito di Al.ta Cucina
Al.ta Cucina è una community verticale di food che porta nel mondo la cucina italiana come mediatech company. Startup fondata da Alessandro Tartaglia e Simone Mascagni nel 2018, oggi rappresenta una delle più grandi food community sulle maggiori piattaforme social dove protagoniste sono le video ricette. Attualmente con un seguito di oltre 4 milioni di persone e oltre e 1 miliardo di visualizzazioni organiche ottenute i canali social di Al.ta Cucina hanno rivoluzionato il modo in cui le ricette del Bel Paese vengono cercate, consultate e condivise diventando a loro volta una sorta di social cross piattaforma per gli appassionati di cucina italiana. A partire da queste caratteristiche i canali di Al.ta Cucina sono diventati un’opportunità per le aziende di dialogare con una community verticale. A oggi la media tech company individua e sviluppa progetti di branded content, amplificazione tramite network di brand ambassadors, contest di ricette, contest Gratta & Vinci e campagne di affiliation marketing capaci di premiare sia le audience sia le conversion attraverso soluzioni digitali originali, competitive e soprattutto basate su una delle community verticali sul food più rilevanti in Italia.