Diciamocelo: non è che gli sportivi normalmente siano associati alla cultura o a una raffinata intelligenza. Capita spesso anzi che degli sportivi si parli soprattutto per le qualità fisiche piuttosto che per quelle intellettuali. Ma si tratta di una narrazione vecchia ed errata. Di sportivi laureati e soprattutto di lucida intelligenza è pieno il mondo. È anzi vero che per arrivare a un certo livello, specie negli sport professionistici, prestazioni e la brillantezza mentale facciano la vera differenza fra l’essere bravi e l’essere eccellenti. In altre parole: non si arriva a certi livelli senza essere anche dei cervelli molto fini.

Il mito opposto a quello degli sportivi non molto acculturati è quello degli intellettuali o scienziati per gli sportivi. Come se non si potesse essere molto intelligenti e fare sport e viceversa. Prendi invece Alan Turing . Fu uno dei più importanti matematici del secolo scorso e un uomo che tutta l’umanità dovrebbe ringraziare perché se ci sono i computer oggi è anche per merito suo. Ebbene: Turing fu anche un runner e raggiunse risultati straordinari, tra cui chiudere una maratona in due ore e quarantasei minuti. Non so in quanti possono vantarsi di un simile risultato – per poi andare in ufficio e decrittare i codici nazisti. Nessuno, mi sa.

Non è solo esercizio fisico

Insomma: corpo e mente non sono due galassie distinte, è ben chiaro a questo punto. Anzi: sono la stessa galassia e le rispettive lune influenzano i pianeti di cui sono satelliti. Chi fa sport è intelligente e molto spesso chi è intelligente e usa la testa più che il corpo ha bisogno del corpo per far funzionare meglio la testa. Del resto si sa che chi corre è più intelligente e che la corsa ha influssi positivi sulla mente: ti fa ragionare meglio, ti permette di focalizzarti su poche cose (o pochi problemi) alla volta. E di risolverli.

I benefici sono noti e moltissime persone corrono proprio per avere un tempo personale a loro disposizione: per concentrarsi, per meditare, per ascoltare musica, per essere finalmente offline e anche, diciamolo, per avere una valida giustificazione per non dover essere disponibili a ogni chiamata . Per esserci solo per se stessi.

L’avrai capito ormai: lo sport celebra spesso i risultati che l’umanità ottiene superando i propri limiti e altrettanto spesso è il compagno di moltissime persone che lo praticano – qualsiasi sport sia – per poter pensare meglio, per poter accrescere la propria cultura, per essere più lucidi e produttivi mentalmente.

Si dice che Alan Sorkin – un grandissimo sceneggiatore e regista americano – abbia fatto installare una doccia nel suo studio. È suo uso infatti fare fino a 8 docce al giorno. È forse un paranoico dell’igiene? Suda molto? No, niente di tutto ciò. Sorkin ha semplicemente capito che ogni volta che fa una doccia gli vengono delle buone idee e ha voluto industrializzare questo metodo di lavoro, per lui così importante.

La corsa è un po ‘come la doccia per Alan Sorkin: molti di noi la praticano non solo per restare in forma e battere se stessi ei propri tempi ma per nutrire il proprio cervello e metterlo nelle condizioni di pensare in maniera più lucida e lineare.

Si dice che la cultura sia quello che ti rimane quando hai dimenticato tutto il resto. Un modo di ragionare e di usare il cervello è quello che ti resta quanto hai dimenticato tutto quello che hai studiato, letto o visto. Perché il cervello sa come funzionare e sa che quando corri lui funziona meglio.