Roma, 30 settemnre 2021 – È un successo annunciato quello di Romanè, il primo, e atteso, ristorante di Stefano Callegari, che ha aperto i battenti il 23 settembre scorso a Roma (in via Cipro 106).

Callegari è tra i più famosi pizzaioli italiani, famoso per aver inventato il “Trapizzino”, conosciuto ormai in tutto il mondo, che ha deciso di tuffarsi in questa nuova avventura.

Tante le novità e le sorprese per gli amanti della buona cucina della Capitale e non.

Il locale è stato completamente ristrutturato e arredato con grande originalità: i tavoli in legno sono stati realizzati da un piccolo artigiano; le sedie, Thonet originali, sono state acquistate in diversi mercatini in Germania e le pareti sono state decorate con duecento Piatti del Buon Ricordo collezionati negli anni dai soci del ristorante e da una serie di piatti dipinti dall’artista Giampaolo Atzeni che mettono in risalto le ricette tipiche di Romanè. Quaranta i posti a sedere all’interno e 20 all’esterno.

Ma la vera novità è la cucina. Sapori casalinghi utilizzando sistemi di cottura quasi dimenticati: niente forni a convezione e niente cotture a vapore. Solo tegami, padelle, fuoco e friggitrici.  Ma soprattutto grande attenzione alle materie prime, non per forza griffate, ma di grande qualità e scelte sulla base della loro fedeltà a sapori e tradizioni; molte provenienti da produttori laziali, senza disdegnare però produzioni tipiche di altre regioni. Ecco alcuni piatti da assaggiare assolutamente.

Fettuccine al sugo di carne, pasta all’uovo con sugo di involtino, polpetta e salsiccia; Spaghettoni all”elorina, conditi con pachino saltati in aglio, olio, peperoncino, basilico, prezzemolo, menta, salvia, rosmarino, ricotta di pecora e scaglie di mandorle di Avola tostate; Fettuccine al tortellino, pasta all’uovo cotta nel brodo di carne e mantecata con noce moscata, parmigiano, mortadella e prosciutto cotto;  Umido, involtino, salciccia e polpetta ed il loro sugo; Pollo alla cacciatora, pollo San Bartolomeo, aceto, rosmarino, aglio, vino e magia; ETRUSCA, collo di maiale nero stufato con finocchio selvatico; Arrosto abbacchiato, coscio di abbacchio gentilmente cotto in tegame con aglio, rosmarino e alloro.

Originale anche la carta dei vini, scrupolosamente selezionata da Stefano: 200 etichette che privilegiano i vini naturali non troppo estremi, di piccoli produttori italiani e francesi. Ricca la proposta di Champagne, ma c’è anche il vino sfuso, bianco e rosso, anche questo scelto accuratamente, proveniente dalla Fattoria di Caspri, nell’Aretino.

Stesso menù sia a pranzo, sia a cena, ma nei giorni feriali, a pranzo, si potrà optare per il “pasto rionale”.  Una formula fortemente voluta da Stefano e che, dopo le lunghe restrizioni della pandemia, assume un significato che va al di là delle semplici parole.

“In un momento storico caratterizzato da distanze fisiche e sociali – spiega – e anche da un aumento dei prezzi in ogni settore, Romanè torna a sognare e getta le basi per tornare ad accorciare le distanze, cominciando dal quartiere.

E così augurandoci di poter disporre a breve un vero “tavolo rionale” dove gli abitanti possano sedersi insieme e condividere momenti della loro vita, cominciamo con il “pasto rionale”: una pastasciutta del menu alla carta, un contorno, un calice di vino della casa, acqua e caffè a 15 euro.

Un modo per aprire le porte del nostro ristorante e far provare a tutti la nostra cucina, per ricominciare, per vivere il quartiere, per non dimenticare chi siamo, da dove siamo partiti e dove possiamo arrivare”, ha commentato Callegari.

Per informazioni e prenotazioni il numero di telefono è 340 7845281.