Ancora niente Baqsimi per i bambini con diabete tipo 1 dalla Regione Emilia-Romagna

L’ipoglicemia è un evento assai frequente in età pediatrica per i fanciulli con diabete tipo 1. L’ipoglicemia è il rapido abbassamento della concentrazione di glucosio nel sangue. Rappresenta la più frequente delle complicanze acute del diabete e se non trattata subito può portare a conseguenze anche gravi come la perdita di conoscenza e coma. Per trattare l’ipoglicemia esisteva fino a ora il glucagone,  un preparato iniettabile per via intramuscolare che consente di far riprendere la persona colpita dall’abbassamento dello zucchero nel sangue, senza doverla portare d’urgenza in pronto soccorso. Da tre anni e disponibile sul mercato un nuovo e rivoluzionario presidio farmaceutico, il Baqsimi, il primo glucagone spray nasale che non richiede iniezione e facilita la sua somministrazione a genitori e tutori del piccolo diabetico.

L’assessore regionale alla sanità Raffele Donini due anni fa aveva dichiarato, mezzo stampa, che avrebbe reso subito disponibile nel prontuario farmaceutico e per le scuole il glucagone spray Baqsimi prodotto dalla Lilly, ma a tutt’oggi questo non è accaduto e il Baqsimi è a completo carico di famiglie e pazienti al costo di 140 euro per singolo prodotto, con un impatto considerevole nella vita di genitori e nuclei famigliari, specie per verso quelle realtà che versano in condizioni difficili sotto il profilo socioeconomico.

Inoltre, ci sono altri temi caldi che riguardano la rete diabetologica bolognese, a partire dal Policlinico di Sant’Orsola: la riorganizzazione e il potenziamento della diabetologia pediatrica (destinata a sparire nel giro di un paio d’anni se non si aggiungono medici e sanitari) e per gli adulti con diabete tipo 1 (in particolare sul versante della gestione dei piani di assistenza dedicati).

D’altronde in una società e Regione di “magnaccioni”, il diabete rappresenta una sorta di tabù e stigma che si cerca di esorcizzare o ignorandolo, minimizzandolo e gli effetti pratici si vedono nelle mancate risposte, come anche il fatto che la Commissione regionale per la patologia diabetica nominata oltre sei anni fa, e che da il visto sui farmaci e dispostivi biomedicali, a tutt’oggi non è stata rinnovata e non vede alcun rappresentante del Policlinico Sant’Orsola al suo interno.

Come AGD Bologna abbiamo diverse volte interpellato l’Assessore Donini, anche pochi giorni fa, ma senza aver ricevuto alcuna risposta ed azioni positiva per risolvere queste problematiche.