Per la sua ultima campagna , Alessandro Michele di Gucci si è rivolto a un altro grande narratore visivo per tessere una nuova narrativa sulla sua collezione Exquisite per la casa di moda italiana. La campagna Autunno 2022 di Gucci, fotografata da Mert & Marcus e pubblicata giovedì, vede la Michele-fication di alcuni dei film più famosi di Stanley Kubrick : 2001: Odissea nello spazioArancia meccanica,  Barry LyndonEyes Wide Shut e “Il brillante.”

Le modelle indossano sia Gucci Autunno 2022 (compresa la collaborazione con Adidas) sia ricreazioni di costumi originali di Milena Canonero e Charlotte Walter. In una lunga lettera rilasciata a fianco dell’immaginario, Michele scrive di essere “sempre affascinato dal cinema” e di aver “sempre immaginato le [sue] collezioni come film capaci di trasmettere una cinematografia del presente: una partitura di storie, eclettiche e dissonanti , che può sacralizzare l’umano e la sua capacità metamorfica.

Ha spiegato di essere un fan di lunga data di Kubrick, descrivendolo come “un regista filosofico che, meglio di altri, ha emanato la magia di quel nodo inestricabile attraverso il quale il cinema trasuda vita e la ingrandisce”. La campagna Exquisite si basa sul progetto di lunga data di Michele presso Gucci di “[mescolare] alto e basso”, ha continuato, portando le immagini iconiche della cultura pop nel suo fantasioso mondo della moda. Puoi leggere la lettera per intero, di seguito.

Gucci nuova campagna #GucciExquisite di Alessandro Michele

Sono sempre stato affascinato dal cinema. Per il suo potere di raccontare storie che possono sondare l’avventura umana e la sua deriva. Per il suo potere visionario di scavare nel reale, rendendolo vertiginosamente fantasioso e discutibile. Uno sguardo così attento all’umano, dopotutto, mi è così vicino. Non potrei mai immaginare i vestiti come separati dalla storia e dalla vita della persona che li indossa. Se me lo chiedi, un indumento non è, e non sarà mai, solo un pezzo di stoffa. È piuttosto il mezzo attraverso il quale siamo in grado di svelare chi decidiamo di essere veramente, è il modo in cui modelliamo i nostri desideri e il senso ultimo del nostro stare. Ecco perché ho sempre immaginato le mie collezioni come film capaci di trasmettere una cinematografia del presente: una partitura di storie, eclettiche e dissonanti, in grado di sacralizzare l’umano e la sua capacità metamorfica.

Gucci nuova campagna #GucciExquisite di Alessandro Michele

La campagna ‘Exquisite’ è il mio tributo al cinema ea uno dei suoi maestri più brillanti, Stanley Kubrick. Un regista filosofico che, meglio di altri, ha emanato la magia di quel nodo inestricabile attraverso il quale il cinema trasuda vita e la ingigantisce. Ho sempre ammirato la straordinaria capacità di Kubrick nell’affrontare argomenti molto diversi. La sua spinta sperimentale va oltre ogni possibile categorizzazione. Ogni film, infatti, digerisce le molteplici anime dove la distopia incontra la parodia, il dramma diventa commedia umana, l’horror sembra un trattato psico-filosofico, il sentimento della verità si evolve nel perturbante. Kubrick era, in sostanza, un vero scultore di generi: il regista ‘cross-genere’, in anticipo sui tempi. La sua capacità di costruire storie che superano il significato, attraversare i confini e dare fuoco alle etichette, mi ha sempre ispirato profondamente.

Come atto d’amore, ho deciso di riabitare i film di Kubrick, spingendo fino in fondo questo approccio incendiario. Mi sono preso la libertà di smontarli, mescolarli, innestarli e rimontarli. Rimanendo fedele alla mia prassi creativa, mi sono impossessato di quei film, rimanticizzandoli, popolandoli con i miei vestiti. Cercando di creare cortocircuiti in cui l’abito adidas, che aveva già perso il suo status di abbigliamento sportivo per diventare un costume vittoriano, appare come un nuovo personaggio nella sceneggiatura di “Barry Lyndon”.

Gucci nuova campagna #GucciExquisite di Alessandro Michele

L’abito disegnato da Laura Whitcomb, indossato da Madonna che ha conquistato i riflettori di New York negli anni Novanta, si inserisce nelle scene gotiche di “The Shining”. La misteriosa oscurità dell’enigmatico rituale ‘Eyes Wide Shut’ abbraccia una Venere in pelliccia, impreziosita da sensuali perle borghesi. E ancora, le scarpe anni ’90 dal sapore fetish esplodono attraverso le montature di ‘A Clockwork Orange.’ Infine, l’abito da sera più sognante penzolante in morbide balze di tulle irrompe nello spazio asettico e distopico della Discovery One in ‘2001: Odissea nello spazio.’ Questo gioco situazionista mescola piani storici, riferimenti, esperienze. Il passato esplode nel presente. Tutto può diventare qualsiasi cosa, o qualcos’altro. Come in quella famosa scena del capolavoro di Kubrick, dove l’osso si trasforma in un’astronave. Come nella vita.

Con ‘Exquisite’ continuo il mio tentativo di mescolare alti e bassi, questa volta in modo coerente e sinergico con la grammatica del grande regista. Nelle sequenze selezionate sembra che Nietzsche, Kant e Freud parlino casualmente alla gente della strada. Le domande più grandi sul senso della vita diventano immagini pop. Trasfigurazioni complesse in termini di significato, ottengono accessi immediati in termini di esperienza. Tutto diventa iconico, simbolicamente sofisticato, ma capace di riflettere su una cultura che possiamo sicuramente identificare come pop. Ho scelto Kubrick anche per questo, dopotutto. Ciò che ha creato fa parte del nostro immaginario collettivo. Dato che era un indovino della visione, le sue opere sono riconoscibili come la Cappella Sistina, la Vergine delle Rocce o i Simpson. Manipolando le sue immagini, all’interno di un nuovo quadro semantico, è come hackerare “La Gioconda”. In più l’ispirazione e l’empatia possibili solo attraverso la macchina cinematografica immaginaria.

Gucci nuova campagna #GucciExquisite di Alessandro Michele

Questo coinvolgimento genera un cambiamento di stato molto significativo per il mio lavoro: i vestiti si avvicinano di nuovo alla nuda vita. Si trasformano in protesi funzionali altamente fantasiose e lo fanno per raccontare una storia. Una storia che frantuma, incanta, tortura, accende. Perché è la storia dell’umano che abita in ognuno di noi. Come Stanley Kubrick sapeva fin troppo bene. E anche Milena Canonero, una mia carissima amica, che ha accettato il mio invito a ripercorrere alcune scene che l’hanno salutata come protagonista indiscussa nella storia del costume. La sua presenza in questo progetto è per me commovente, un dono preziosissimo.